LE SPECIE ALIENE NEL MEDITERRANEO: Invasione o OpportunitĂ ?

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Giovedì 27 ottobre 2022 – Brigantino2, Barletta

Una serata davvero interessante: l’ambiente, la sua tutela e nel contempo la capacitĂ  dei territori nel saper gestire gli allarmi e trasformarli in una risorsa.
Pubblico folto e attento nella sala Gaia del Brigantino 2 a Barletta in questo importante incontro organizzato dal Rotary Club di Barletta, di cui è Presidente Giorgio Vitali.
Una delle aree di intervento del Rotary è l’Ambiente e questa è l’ottica in cui si inquadra questa serata, in cui è stato affrontato un tema ambientale di grande attualitĂ , quello delle specie aliene che negli ultimi anni hanno invaso i nostri mari. 

Come ha precisato il Presidente Giorgio Vitali nell’apertura, il Mar Mediterraneo, un tempo mare “chiuso”, Ă¨ ora uno dei mari piĂą invasi al mondo da specie aliene, per il numero e per la velocitĂ  d’invasione e la conseguente minaccia agli equilibri biologici. 

La Socia Nuccia Cafagna, curatrice della serata, ha evidenziato come nella fase attuale sia indispensabile adattarsi a questi nuovi equilibri biologici ma con le giuste strategie; il fenomeno è ormai da anni oggetto di studi e delle relative ricerche di soluzioni.

I relatori invitati hanno appunto approfondito la problematica da una molteplicitĂ  di angolazioni: il dott. Nicola Ungaro, in qualitĂ  di Direttore U.O.C. Ambienti Naturali – Centro Regionale Mare di ARPA Puglia ; la dott.ssa Lucrezia Cilenti, quale Responsabile dell’IRBIM (Istituto Risorse Biologiche e Biotecnologie Marine) del CNR , a Lesina; il prof. Pino Cava, Presidente dell’IFAE (Nucleo Vigilanza Ittico-Faunistica-Ambientale-Ecologica); il dott. Vincenzo Rizzi, VicePresidente Nazionale della Federazione ProNatura .
Il dottor Nicola Ungaro ha evidenziato come allo stato attuale siano circa un migliaio le specie non indigene introdotte nel Mediterraneo, per motivi naturali o per mano dell’uomo, e ne sono segnalate circa 240, di cui 26 pesci nei mari italiani, e naturalmente anche in quelli pugliesi.

Però solo le specie “aliene invasive” destano le maggiori preoccupazioni per i potenziali impatti negativi, e comunque se ben gestite alcune di loro potrebbero diventare un’opportunitĂ .

La dott.ssa Lucrezia Cilenti focalizza l’attenzione sul granchio blu atlantico, Callinectes sapidusRathbun, che ha invaso gran parte della regione Mediterranea negli ultimi venti anni attraverso le acque di sentina delle grandi navi. Popolazioni stabili e sensibilmente in aumento sono state trovate anche nelle lagune di Lesina e Varano e lungo le coste dell’Adriatico centrale. La specie è in continua espansione è necessario mettere in campo strategie di gestione atte a mitigare gli impatti sulla biodiversitĂ  e sulle attivitĂ  di pesca.

A tale scopo il naturale ciclo vitale della specie fornisce utili strumenti per arginare la situazione. In Italia, da qualche anno i granchi blu sono apprezzati per la bontĂ  delle carni tanto che il valore di mercato ha subito un’impennata. Proprio sfruttando l’attuale interesse economico della specie è possibile promuovere strategie e tecniche di pesca sostenibili e innovative mirate a tenere sotto controllo una specie invasiva.
Il prof. Pino Cava, dopo alcune premesse riguardanti la situazione ambientale e lo stato dei luoghi che caratterizzano il tratto terminale del “nostro” fiume Ofanto, ha mostrato al pubblico un video da lui realizzato sulle rive del fiume stesso, con immagini coinvolgenti da un punto di vista naturalistico, che hanno evidenziato la presenza del granchio blu anche nelle acque ofantine.

Il dott. Vincenzo Rizzi ha mostrato le immagini sorprendenti della genesi dell’Oasi del Re, una nuova zona umida nel golfo di Manfredonia, nei pressi della foce del Candelaro: una zona che per oltre quarant’anni è stata occupata abusivamente e recentemente bonificata grazie al progetto LIFE+09 coordinato dalla Regione Puglia. Gli interventi sono consistiti nel ripristino della laguna ormai interrata e nella demolizione delle opere abusive. Il mosaico di habitat ricreati presenti all’interno del sito ha prodotto un notevole aumento della biodiversitĂ  in termini di numero di specie. E anche qui non mancano i granchi blu.

Presenti in sala i Presidenti del Rotary Club di Trani, Pietro de Luca Tupputi Schinosa, e di Valle dell’Ofanto, Sergio Albrizio; il Comandante della Capitaneria di Porto, Capitano di Fregata Daniele Salvatore Governale e il Tenente di vascello Katianna Caporale; il Vicepresidente della Lega Navale di Barletta, Aurelio Caldarola.

Ogni relatore ha affrontato la tematica offrendo spunti diversificati, ma collegati tra loro, in modo da fornire al pubblico non solo elementi importanti di analisi, ma anche prospettive future innovative ed efficaci. Se infatti da una parte il fenomeno delle specie aliene si qualifica come invasione, non sono da sottovalutarne le prospettive specificamente economiche, parallelamente alla tutela dell’ambiente e del comparto pesca.