GIOVEDI’ 28 NOVEMBRE – SALA ROSSA DEL CASTELLO – Barletta

3-IMG_6481---Copertina-TESTOUn convegno aperto a tutta la cittadinanza e che è stato fortemente voluto dal Rotary Club di Barletta per affrontare il tema della violenza sulle donne da varie angolazioni , coinvolgendo in tale obiettivo i giovani del Rotaract di Barletta e altre cinque Associazioni : i Club Rotary di Andria , Canosa e Trani, la Fidapa di Barletta e l’Inner Wheel .
La data prescelta per l’analisi non è stata casuale, ma è stata volutamente collocata nella settimana di novembre che inizia proprio con il 25, giornata designata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e l’Italia, come è noto, è purtroppo protagonista di un triste primato.
La cornice è stata quella della Sala Rossa del Castello di Barletta, gremita di un pubblico attento e fortemente motivato a questa problematica, che è in primo luogo di natura culturale, perché all’origine di tanta inaudita violenza c’è una cultura, un modo abituale di pensare, che si nutre di stereotipi e di luoghi comuni sulle donne, come mentalità dominante.
Presenti anche il Sindaco di Barletta dott. Pasquale Cascella e l’Assessore alle Politiche Sociali Anna Rizzi Francabandiera; per la Provincia, in rappresentanza del Presidente Francesco Ventola , la Dirigente delle Politiche Sociali Caterina Navach. Numerosi inoltre i docenti e gli studenti di Scuola Secondaria, nonché di rappresentanti delle Associazioni del territorio.

Cinque relatori di pregio hanno affrontato le varie sfaccettature della violenza di genere : il dott. Francesco Messina, giudice penale del Tribunale di Trani, sezione GIP-GUP; Tina Arbues, Presidente dell’ “Osservatorio Giulia e Rossella – Centro Antiviolenza”; l’avv. Cristina Capurso, legale dello stesso Osservatorio ; il dott. Cosimo Cannito, direttore U.O.C.del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Dimiccoli” di Barletta; Corinna De Cesare, giornalista del “Corriere della Sera” e co-autrice del Blog “La 27^ora” del Corriere della Sera e del libro-inchiesta “Questo non è amore”- Ed.Marsilio . A moderare il dibattito : Giuseppe Dimiccoli, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

I lavori sono stati introdotti dalla Presidente del Rotary Club di Barletta, Nuccia Cafagna , che dopo aver salutato il pubblico presente, ha evidenziato come tale convegno sia stato voluto con determinazione dal Rotary alla luce della evidente gravità del livello raggiunto dal fenomeno della violenza sulle donne : una vera e propria strage, per la quale bisogna comunque andare assolutamente al di là della quantificazione numerica del fenomeno ( e della conseguente indignazione che questi dati suscitano). Diventa determinante, cioè, analizzarne le caratteristiche , confrontarsi a vari livelli in modo approfondito, impegnarsi su vari fronti, realizzare un intensa sinergia di intenti fra le componenti sociali. La violenza maschile sulle donne non è una questione privata, ma sociale e politica.
I relatori, in un tempo relativamente breve, scandito dall’ottimo moderatore Dimiccoli, ciascuno per le proprie competenze ed esperienze di settore, ne hanno evidenziato i punti di forza e, parallelamente, quelli di maggiore debolezza.
Il giudice Messina ha focalizzato sulla positività delle recentissime innovazioni giuridiche, che hanno notevolmente modificato l’assetto della giurisprudenza preesistente : inquadrando il tutto nella evoluzione temporale del concetto della differenza di genere e analizzando le possibili discrasie che sono sempre in agguato in ogni fase del dibattimento.
Per il Centro antiviolenza “Giulia e Rossella “, sono state illustrate in primo luogo dalla Presidente Tina Arbues le finalità del centro : fornire prima ascolto e quindi assistenza concreta alle donne che si rivolgono a loro in quanto vittime di violenza di genere. Sono stati riportati quindi i dati numerici di afflusso, lamentando purtroppo come la mancata erogazione di fondi da parte dell’Ente Locale negli ultimi anni abbia fortemente condizionato le potenzialità del centro, la cui forza peraltro si basa sul volontariato delle proprie operatrici (psicologhe, assistenti sociali, avvocate, nonchè altre competenze messe a disposizione).
Il dott. Cannito ha illustrato l’attività full time del Pronto Soccorso di Barletta e i dati numerici delle richieste di intervento per violenza di genere, evidenziando la criticità del problema delle competenze da parte degli operatori sanitari nell’ascoltare la donna oggetto di violenza, nell’identificare l’aggressore, i rischi delle problematiche medico-legali, l’assenza di una rete protettiva e di sicurezza nel presidio ospedaliero. Numerose e complesse le problematiche enunciate e le relative esigenze : in primis , attuare in tempi brevi il protocollo del cosiddetto “Codice Rosa”, cioè una idonea formazione degli operatori sanitari addetti e un altrettanto idoneo luogo per l’accoglienza in privacy delle donne che ricorrono al Pronto Soccorso perché vittime di violenza di genere.
Anche l’avv. Cristina Capurso pone l’accento sull’ascolto e sull’intervento competente nell’ambito giudiziario, i lunghi tempi dei tribunali, la sottovalutazione diffusa del problema : ad esempio, confondendo la conflittualità con quella che è vera e propria violenza nei confronti di una donna maltrattata, minacciata e umiliata da violenze non solo fisiche ma anche psicologiche. Altrettanto grave il costo in termini psicologici per una donna nell’affrontare le varie fasi del processo, soprattutto se in presenza di figli, vista la loro facile strumentalizzazione.
In quest’ottica, la notizia della prossima apertura di due centri antiviolenza (ATI) nella Bat da parte del delegato della Provincia BT, dott.ssa Caterina Navach, e l’impegno di risorse economiche quest’anno in favore del Centro Antiviolenza di Barletta, garantite dal Sindaco Pasquale Cascella, fanno ben sperare.
Ma ecco il punto di domanda: quanto costa allo Stato intervenire “a posteriori “ sulla violenza? ”17 miliardi di euro” è la risposta di Corinna De Cesare, giornalista del “Corriere della Sera”. Una somma ingente che è frutto di una recentissima ricerca condotta e pubblicata da Intervita. Una somma tanto più ingente se si pensa che alla prevenzione vengono destinate in Italia solo pochissimi milioni di euro. La De Cesare è una delle referenti del blog al femminile “La 27^ora” del Corriere della Sera, nonché coautrice insieme alle colleghe giornaliste del libro-inchiesta “Questo non è amore”-Ed.Marsilio, nel quale sono contenute alcune storie di violenza di genere con protagoniste che hanno saputo reagire agli eventi e ribellarsi alle situazioni: il ricavato dei proventi del libro è interamente devoluto al centro antiviolenza dell’Aquila per supportarne e monitorarne l’attività . Parlare della violenza è indispensabile, fa “cultura” e i centri antiviolenza sono di fondamentale importanza e rappresentano la prima mano che accarezza la donna e l’accompagna, magari “coccolandola”, in un percorso di denuncia contro gli abusi subiti.
La lettura di un brano tratto dal libro ha catalizzato letteralmente l’attenzione del pubblico in sala ed è avvenuta ad opera di Rita Dellisanti, appena entrata a far parte del Rotaract di Barletta e Presidente dell’Associazione “Donnatuttotondo”.
Ultimati i lavori, la Presidente del Rotary di Barletta Nuccia Cafagna ha ringraziato calorosamente i relatori per aver saputo offrire utili ed efficaci focus sul problema, facendo emergere con evidenza quanto sia indispensabile in ogni settore una adeguata formazione degli operatori: nell’ambito sanitario, giudiziario, giornalistico oltre naturalmente da parte delle forze dell’Ordine. A monte, la fondamentale importanza di una educazione familiare attenta a non alimentare stereotipi di genere, che sono il presupposto primario di atteggiamenti mentali di possibile incubazione di violenza di genere. Ancora una volta: la violenza maschile sulle donne non è una questione privata, ma sociale e politica e l’ arma che abbiamo a disposizione è la creazione di un cambiamento culturale profondo.

 

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Amica9: Barletta | Rotary contro la violenza sulle donne