Convegno integrazioneQuali i termini e le condizioni di fattibilità?
Il convegno e’ stato aperto da Michele Storelli, presidente del Rotary di Barletta, che ha fatto gli onori di casa e ha presentato il relatore al folto pubblico presente.
Sono stati analizzati i diversi aspetti e le differenti sfaccettature delle caratteristiche e delle problematiche relative al dialogo fra persone appartenenti a diverse culture.
Nuccia Cafagna, VicePresidente del Club di Barletta, ha introdotto la trattazione, evidenziando come il dialogo interculturale sia una tematica “calda” e viva che tocca il quotidiano di ciascuno di noi, oltre naturalmente ad essere la matrice di numerose problematiche a livello politico nazionale ed internazionale.
Da qui, l’esigenza doverosa di analizzare e di riflettere non solo sulle sue caratteristiche, ma soprattutto sulle contraddizioni che ci caratterizzano nell’affrontare – e vivere – tale problematica, contraddizioni che purtroppo spesso pervadono anche il quadro legislativo in materia. Massima attenzione, peraltro, va posta nel distinguere integrazione da omologazione, un errore oggi assolutamente imperdonabile che ci riporterebbe indietro alle discriminazioni di inizio ‘900  degli Stati Uniti a partire da Ellis Island o a quelle piu’ recenti dei nostri immigrati in Germania negli anni ’60.
Come “muoversi” quindi per una maggiore integrazione? Quanto incide la religione professata? E quanto invece la cultura di appartenenza o i pregiudizi?  Per colmare le differenze culturali e’ solo necessario del “tempo” o servono anche investimenti per attivita’ di inclusione sociale oltre che provvedimenti legislativi? In questo articolato processo quanto e’ importante la lingua?
A questi cruciali e attuali interrogativi ha dato significative risposte  nel suo intervento Badr Fakhouri, mediatore culturale e formatore, nonche’ responsabile dello sportello immigrati del Comune di Barletta.
Il presupposto di base e’ che la matrice dell’incomprensione e’ il timore verso chi non si conosce ed e’ quindi assolutamente indispensabile lavorare sui valori primari. Ne e’ evidente esempio che nei contesti scolastici riferentesi a fasce d’eta’ bassissime non esistono pregiudiziali nel mettersi in relazione con compagni provenienti da altri continenti e o culture. Col crescere dell’eta’ anagrafica , invece le rigidita’ aumentano, a volte con “punte” preoccupanti.
Anche le contraddizioni legislative purtroppo continuano a sussistere, in quanto l’immigrato viene pensato come “diverso” e su questo presupposto di base vengono poi emanati i vari provvedimenti di legge ( es. il pacchetto sicurezza) o i tortuosi e lunghissimi itinerari burocratici per ottenere la cittadinanza pur in presenza di una attivita’ lavorativa documentata.
E’ stato fatto anche il punto sui termini della situazione nel nostro territorio. Fondamentale l’importanza dello Sportello immigrati ,che a Barletta funziona dal 2000 e che fornisce a chi viene per la prima volta nel nostro territorio non solo tutte le informazioni pratiche che costituiscono la premessa per un corretto inserimento , ma anche una formazione linguistica , senza la quale e’ aperta ogni porta per la distorsione della comunicazione con chi vive sul territorio.
Non e’ mancato un attento sguardo sul contesto internazionale in cui tali problematiche si inseriscono,  analizzando gli interrogativi ancora irrisolti.
Al termine degli interventi, il relatore ha interagito con il numeroso pubblico presente. Gli sono state poste domande di varia matrice, alle quali  sono state fornite risposte specifiche e articolate.
Cosi’ come puntualizzato dal Presidente Michele Storelli e dall’Assistente del Governatore Sabino Chingoli,  il convegno si inserisce nel contesto di attivita’ programmate dal Rotary per la Pace, intesa come risoluzione dei conflitti nell’interazione con l’altro, in stretto raccordo con i programmi del Rotary International e alla vigilia del Forum di Berlino sulla pace.